Soffocante pomeriggio d’agosto.
Dai riquadri della parete vetrata,
il prato.
Sin dall’alta siepe.
L’alito
dei luoghi dimenticati.
La voce di superfici spoglie.
Nel salotto antico,
ero in visita ad un parente
abbastanza più anziano.
! Lo squillo del telefono!
Poi arriva.
Bellezza agli ultimi vagiti, entra
sospinta dalla brezza marina.
Bel sorriso, lineamenti puliti.
Tutto è al suo posto.
L’abito chiaro,
leggero, sbracciato, scollato e corto,
a fioroni acquarellati,
è l’unica evidenza. Molto elegante.
Scarpette da ginnastica color pastello
le danno un’aria sbarazzina.
Se dici “freschezza”, penso a lei.
Non facoltoso, né famoso, e neanche erudito,
in nessun modo potrei distrarne l’intimità,
o il pudore
anch’esso gettato nel cesto della biancheria.
Sto semplicemente al di qua dello schermo.
Lui, conoscendola, l’asseconda divertito.
Sa
che almeno nel suo caso
non c’è un fine.
Sembra un’esibizione, una prova generale.
Delicata farfallina,
vezzeggia disprezzo ovunque.
La sera prima, a Venezia,
quello era un pezzente.
E che ridicoli! i danarosi vecchiotti
ad accompagnarsi a donne più giovani di lei.
E l’altro?, così malato!
va a buttare un sacco di soldi
per rifare la cucina,
che tanto
muore domani.
Lui
le spiega
che quel suo amico ora sta meglio,
e che non è detto..
! Ma lei ride argentina.
Lui sorride, e sorrido anch’io.
Cenni ad immigrati
e colore della pelle
valgono un’incriminazione.
Che bella mano. E le unghie!,
nude di smalto.
Peccato siano sporche.
Complice il basso divanetto,
lo sguardo
ne accompagna la carezza
ben sopra il ginocchio.
Ma improvvida
la pressione delle dita
sorprende la dorata abbronzatura
in ragnatela di vetro infranto.
! Mi son distratto,
e ora
la frenesia dei tempi supplementari
la porta altrove.
Lui l’accompagna.
Il turbamento si allontana,
e, quasi illeso, alzo un sospiro.
La Volpe disse:
“Inutile. Come una granita nel deserto”.

https://it.m.wikipedia.org/wiki/La_volpe_e_l’uva